Osservatorio ESG

Lunedì, 7 Maggio, 2018

IL RATING CATTOLICO DEGLI INVESTIMENTI

La società Valore srl e Vatican Insider, un progetto del quotidiano La Stampa dedicato all’informazione globale sul Vaticano, hanno promosso in data 3 Maggio 2018 presso la Pontificia Università Lateranense l’evento “Investire per il bene comune – Il rating cattolico degli investimenti” al quale hanno partecipato esperti ed operatori sulla tematica dell’etica, la sostenibilità e gli impatti sociali. Nel corso di tale evento, indirizzato in modo particolare al mondo degli ordini religiosi, dei fondi sanitari, dei fondi pensione e delle casse di previdenza, è stata data informazione della costituzione di un comitato promotore per la raccolta di risorse economiche, competenze e relazioni che verranno utilizzate per la nascita della “Fondazione Quadragesimo anno” che prende il nome dall’enciclica di Pio XI dedicata, tra le altre attività, anche alla certificazione degli investimenti in accordo con la Dottrina Sociale della Chiesa (DSC), la teologia morale, la Bibbia e quindi i Vangeli. Di seguito viene presentata una sintesi dei principali interventi che sono stati fatti.

Stefano Ronchi, Valore Srl - Saluti istituzionali

Monsignor Luigi Mistò, facente funzione di Prefetto della Segreteria per l’Economia
Il Dicastero ha affrontato inevitabili scosse di assestamento che sono normali dopo un terremoto come quello che si è verificato qui in Vaticano dal punto di vista della situazione economico-finanziaria della Santa Sede ed ora la riforma voluta da Papa Francesco continua a procedere.
La Segreteria per l’Economia ha il compito specifico di sovrintendere con un’attività di controllo impostata sullo stile del buon padre di famiglia e della vigilanza ecclesiale e di accompagnare quotidianamente i singoli enti della Santa Sede. Per questo è importante l’attività di una Fondazione che cerca di tradurre i contenuti della Dottrina sociale della Chiesa in indicazioni concrete per il mondo della finanza che verranno utilizzate per supportare il nostro compito di vigilanza e controllo.
La riforma ha già conseguito due importanti risultati. Il primo è quello della “cultura del budget” che oggi è accettata e sostenuta in modo convinto da parte di tutti in quanto ciascun dicastero nella sua autonomia ha bisogno di risorse le quali vengono insieme concordate, fissate e poi gestite con estrema attenzione nell’ottica dell’assoluta correttezza e trasparenza.
Il secondo risultato è quello di “un codice appalti applicato alla finanza”: ossia una regolamentazione che garantisce tutte le attività di acquisizione immobiliare ma anche mobiliare e finanziario da parte degli enti della Santa Sede.

Andrea Tornielli, membro fondatore del Comitato per la “Fondazione Quadragesimo anno” e coordinatore di Vatican Insider 
Gli investimenti non possono prescindere da una missione sociale e non devono essere finalizzati solo a generare un rendimento ma devono dare una risposta anche ad un valore etico e per questo i criteri della Dottrina sociale della Chiesa possano interessare e coinvolgere anche chi non è cattolico o non è credente, ma già opera sulla base di criteri etici e vuole continuare a farlo sempre meglio.  

Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente onorario Comitato promotore della “Fondazione Quadragesimo anno”
Un mio confratello porporato, a un convegno dedicato alla “economia che uccide” di cui parla nell’esortazione Evangelii gaudium Papa Francesco, tre anni fa disse che la Chiesa cattolica conserva un vero “Quarto segreto di Fatima”: la sua Dottrina sociale. Lo definì così non perché la Dottrina sociale della Chiesa sia tenuta sotto chiave in qualche oscuro archivio segreto, ma semplicemente perché quasi nessuno la conosce. 
Le parole forti che oggi il Santo Padre Francesco pronuncia e scrive, su “questa economia che uccide” in quanto non ha più al centro l’uomo, la donna e il lavoro, ma il “dio denaro” idolatrato, non sono affatto una meteora che improvvisamente si presenta davanti a noi. Le parole di Francesco si inseriscono in una tradizione, sono l’ultimo importante tassello di una Dottrina sociale che è purtroppo poco “tradotta” in iniziative concrete.

Vladi Lumina, membro fondatore del Comitato per la “Fondazione Quadragesimo anno” e commissario della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa
Al comitato promotore della “Fondazione Quadragesimo anno” hanno già confermato la loro adesione Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute alla Columbia University, gli accademici ed economisti italiani Stefano Zamagni, docente di Economia politica all’Università di Bologna; Leonardo Becchetti, docente di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata; Mauro Magatti, docente di Sociologia generale all’Università Cattolica di Milano. Presidente onorario del comitato e della costituenda Fondazione è il cardinale Antonio Maria Vegliò e per il mondo delle Banche di credito cooperativo ha aderito il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti.
La Fondazione, può essere assimilata ad un ecosistema basato sulla Dottrina sociale ed inizialmente si ipotizza di prendere in considerazione alcune grandi aree tematiche: il sistema finanziario, il sistema produttivo, la sostenibilità ambientale e il sistema sociale nel suo complesso.  
Per favorirne la diffusione possiamo, in maniera semplificata, dire che un modello di partenza già ampiamente affermato nel mondo occidentale, oltre che ovviamente nel mondo islamico, sia sul piano finanziario sia sociale ed economico, è quello Sharia Compliant.
Sono necessari dei cambiamenti strutturali che partono dal basso e impongono di tradurre i principi nella pratica e di fare rete unendo i contributi di tutti quelli che sono interessati a partecipare al progetto.
L’idea che sta alla base del progetto è quella di considerare le indicazioni della Dottrina Sociale della Chiesa, del magistero di papa Francesco e la sua richiesta di ripensare il sistema economico-finanziario, tradurre le parole della Dottrina Sociale in indicazioni concrete riguardo gli investimenti finanziari, incidere nel sistema proponendo percorsi a coloro che desiderano investire tenendo presente l’etica e un sistema di valori che derivano dalla visione cristiana della realtà e dare indicazioni per aiutare la trasformazione del sistema economico favorendo le buone prassi, la sostenibilità e l’impatto sociale.
La Fondazione, attraverso i propri partners, elaborerà le norme e le matrici necessarie, fornirà i servizi di auditing, di revisione, di certificazione e stabilirà dei rating sulla base della rispondenza alla conformità della DSC, rating che potrebbero poi sfociare in un rating più complessivo se uniti ad altri parametri quali quelli utilizzati normalmente dalle società di rating.
La “Fondazione Quadragesimo annoˮ si propone dunque di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che investono e operano nel mondo economico, e intendono agire tenendo presenti la Dottrina Sociale e il magistero del Papa arrivando ad elaborare metriche, norme ed algoritmi e a promuovere un servizio di certificazione conforme alla Dottrina Sociale della Chiesa (DSC compliant) rivolto al sistema finanziario e all’economia in generale.
E’ previsto anche il rilascio di un marchio di certificazione che potrà riguardare ogni aspetto del mondo economico finanziario fino alla certificazione di prodotti e matrici DSC compliat e per questo verranno creati indici e benchmarck anche con riferimento ai mercati finanziari.
Un esempio può essere il progetto sul quale stiamo lavorando di creare un fondo di investimento per risolvere i pignoramenti immobiliari dell’abitazione principale o della prima casa denominati non performing loans (NPL)

Esperienze dal mondo della finanza

Gasperini Andrea, Aiaf Responsabile area Sostenibilità
Eventi dell’anno 2015 che hanno avuto un impatto significativo sul futuro del pianeta e la Finanza Sostenibile sono stati l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, i Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite e l’Enciclica papale Laudato Si.
In particolare il fenomeno della Finanza Etica ha raggiunto dimensioni sempre più rilevanti nel contesto finanziario globale, diventando una parte fondamentale, meno di nicchia e più mainstream, anche nel processo di asset allocation dei maggiori investitori istituzionali che seguono le seguenti metodologie:

  • criteri di esclusione che mirano a impedire che un investimento collabori troppo strettamente, troppo direttamente o troppo necessariamente con una azione che dovrebbe essere invece contrastata in quanto viola la morale della Bibbia; 
  • approccio best-in-class finalizzato ad incoraggiare Stati, imprese e progetti che sono giudicati avere un valore etico superiore alla media;
  • engagement da parte degli investitori che influenzano attivamente le istituzioni e le imprese in cui investono denaro.

E’ necessario definire una tassonomia per la Finanza Sostenibile.

  • •HLEG: Final Report 1/2018 - Financing a Sustainable European Economy

1.Stabilire e mantenere una tassonomia di sostenibilità comune a livello di UE

  • EC Action Plan 3/2018 - “Financing Sustainable Growth”. 

Azione 6: Integrare meglio la sostenibilità nei rating e nella ricerca di mercato

  • Ugo Bassi, Deputy-Director, DG FISMA, European Commission

Anton Giulio D’Amato, Union Bancarie Privèe S.A. (UBP)
Ricorda le tappe principali con le quali la finanza ha affrontato un percorso verso il bene comune (Laudato Si, Agenda 2030 ONU, COP21) e le principali iniziative in essere (TCFD, HLEG, IORP II, Directive 2017/828 e l’Action Plan EC).
UBP è firmataria dei principi del PRI e segue una policy di investimento basata su una lista di esclusione, una di inclusione, una watch list e prevede iniziative di ownership engagement e di proxy voting.
Viene infine presentato il prodotto UBAM-EM sustainable high grade corporate bond focalizzato sui mercati emergenti e una strategia di investimento che include i fattori ESG. In futuro è previsto che tutto il mondo della finanza sarà ESG compliant e non è una questione di se e quando ma di come.

Stefania Manzo e Luca Dondi, Banca Generali Private
Le linee di investimento considerano ai criteri ESG e si cerca di evitare la discrezionalità dei gestori.
Il rischio è utilizzato quale criterio di allocazione dei capitali e si effettua un ribilanciamento e movimentazione dei portafogli in relazione all’evoluzione del mercato. 

Giovanni Conte, Tendercapital
Attenzione all’economia reale e agli impatti sulla comunità con servizi al territorio e ai cittadini che hanno ricadute positive sul livello occupazionale. Settori di investimento sono quello assistenziale e sanitario, le energie rinnovabili ed il biogas.  

Paolo Petrignani, Quaestio Capital SGR
Illustra le basi di un fondo aperto dedicato al mondo cattolico costituite da una diversificazione del portafoglio (esposizione media del 30% in azioni) la protezione del capitale (95% del massimo NAV raggiunto storicamente) costi di gestione equivalenti a quelli di un ETF, impatto su criteri SRI che vengono scelti dai clienti, esclusione di società secondo i criteri ESG e prodotti finanziari non conformi ai principi cattolici, attenzione alle tematiche ambientali e alle emissioni di CO2.
Finanza mutualistica radicata nel territorio

Sergio Gatti, Direttore Generale Federcasse
E’ necessario disporre di una matrice ed una piattaforma di valori che include una serie di indicatori confrontabili che consentono di incidere sugli aspetti culturali, politici, normativi e di comunicazione.
Alla base del bene comune vi deve essere la fiducia con la quale attrarre i risparmiatori ed accompagnarli nel percorso che fa il denaro prima di ritornare nella loro disponibilità.
Temi centrali della mutualità sono l’erogazione del credito per il 50% a favore dei soci, concessione di finanziamenti per il 95% sul territorio dove il risparmio è raccolto, il 70% degli utili è destinato a riserva, scelta degli amministratori e dei sindaci con voto concesso ai soci e vigilanza bancaria e del MEF.

Tavola rotonda “L’etica del business”

Carlo Marroni, giornalista e moderatore
Marco Frattini, Core Values
Gianluigi Costanzo, Member of Board of Directors, Fondazione Cariplo

 

Andrea Gasperini
Responsabile area Sostenibilità di Aiaf