Osservatorio ESG

Venerdì, 27 Aprile, 2018

MILANO: HARNESSING FINANCIAL CENTRES FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT

Il 12 Aprile 2018 si è tenuto a Milano presso il Salone del Risparmio un evento focalizzato sulla rete internazionale dei Centri Finanziari per la Sostenibilità, sostanziale per fare dei progressi rispetto al cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile. Il “momentum” verso un sistema finanziario sostenibile è chiaro ma già insufficiente per realizzare gli impegni presi con l’accordo di Parigi 2015 e gli obiettivi posti dai SDGs delle Nazioni Unite.
Ai Centri Finanziari si presenta ora una storica opportunità per contribuire a colmare tale gap ed accelerare l’espansione verso una finanza green e sostenibile, promuovendo servizi finanziari verdi e sostenibili da parte delle banche, i mercati dei capitali, fintech, le compagnie di assicurazione e gli investimenti e le infrastrutture. Unendo le forze il mondo dei Centri Finanziari, può fare la differenza per avviare la transizione verso una finanza sostenibile, più economica, facile e veloce.
Concepita sotto la presidenza italiana del G7 l’idea di una rete globale dei centri finanziari per la sostenibilità, di cui ne avevamo dato informazione nell’Osservatorio ESG del 6 Novembre 2017, è diventata una realtà e di seguito viene presentata una sintesi degli interventi fatti dai principali relatori. 

Nick Robins: Professor in Practice for Sustainable Finance at Grantham Research Institute on Climate Change & the Environment

Questo evento è focalizzato a individuare quali leader stanno prestando attenzione alle tematiche della Finanza Sostenibile in particolare a centri finanziari come Milano, Parigi e New York in tutto il mondo dove le attività finanziarie aggregano la domanda di finanziamenti delle famiglie, i governi, le imprese e la concessione di finanziamenti da parte delle banche, i mercati dei capitali, le compagnie di assicurazione, i fondi pensione ai centri finanziari. Questo è il meeting inaugurale della rete internazionale di centri finanziari per la sostenibilità il cui precedente incontro si è tenuto qui a Milano nel mese di Febbraio 2017.Ora sono stati costituito quasi venti centri finanziari tra i quali Astana, Casablanca, Dubai, Francoforte, Ginevra, Hongkong, Lichtenstein, Londra, Lussemburgo, Milano, Parigi, Qatar, Seoul, Shanghai, Shenzhen, Stoccolma, Toronto e Zurigo

Arabella Caporello, Director-General, City of Milan

E’ un grande onore per la città di Milano poter ospitare questo primo incontro internazionale ufficiale della rete dei centri per la Finanza Sostenibile per il cambiamento e la complessità degli impatti globali sul proprio ambiente e sullo sviluppo sociale che sta spostando il punto centrale della sostenibilità da un framework della politica nazionale alle politiche delle città quindi anche noi siamo concentrati su cosa possiamo fare per sostenere e supportare l’avvio di questa iniziativa.
Per gli operatori del mondo della finanza è necessario poter disporre di un linguaggio comune per la Finanza Sostenibile ed è necessario disporre di una modalità di misurazione dei risultati conseguiti e questo è uno dei compiti che questa rete dei Centri Finanziari contribuirà a realizzare sensibilizzando maggiormente l’importanza degli investimenti e delle infrastrutture che hanno un impatto a lungo termine sul clima e l’innovazione sociale.
Non vediamo l’ora di disporre di fondi indirizzati alla nostra politica in termini di innovazioni sociali, social housing o indicazione delle modalità che ci consentono di rendere il nostro clima molto più sostenibile, alcune questioni dei Millennial’s e anche in termini di inquinamento, quindi ogni giorno ci chiediamo come possiamo migliorare la qualità di vita per le persone che vivono a Milano, disporre di maggiori strumenti per mettere in atto e misurare le nostre iniziative è molto importante.

Francesco La Camera, Director-General, Ministry of the Environment, Italy

Anche noi ci siamo presi l’impegno di salvare l’ambiente ed è un piacere vedere l’ampia partecipazione a questo evento e cerco di spiegare perché il Ministero per l’Ambiente si sta occupando anche di queste tematiche con l’obiettivo di dare il nostro contributo all’implementazione del Agenda 2030 e gli accordi di Parigi 2015.Due sono le linee principali del nostro lavoro con riferimento agli impegni internazionali, il primo è la cooperazione ed il secondo è focalizzato sulla finanza i nostri obiettivi sono ben definiti nella direzione degli impatti dei cambiamenti climatici e sono più intensi in aree come l’Africa, le isole del Pacifico e i Caraibi, queste sono tre zone alle quali stiamo rivolgendo i nostri sforzi e stiamo cercando realizzare un nostro modello di cooperazione con riferimento al quale abbiamo firmato più di 60 accordi bilaterali con diversi paesi. Il nostro ruolo è quello di facilitatori in un processo decisionale assieme alla World Bank e ai beneficiari per realizzare la migliore assistenza tecnica che parte dalla fase di definizione dell’idea del progetto, la realizzazione e la definizione della struttura finanziaria del progetto. Il secondo impegno che abbiamo preso è quello di lavorare per la finanza e uno dei ruoli dei Centro Finanziari potrebbe essere quello di creare un linguaggio ed una classificazione comune per rendere i mercati finanziari pronti ad assemblare le diverse risorse finanziarie necessarie per implementare i progetti.
Per questo motivo abbiamo iniziato a lavorare con il settore dell’ambiente dell’ONU già dalla fine del 2014 ed abbiamo supportato l’importante lavoro che l’UNEP ha fatto con il progetto “UNEP inqury” che ritengo sia una delle migliori iniziative che l’UNEP ha portato avanti nell’ultimo anno.
Per capitalizzare questi sforzi è stata lanciata l’iniziativa dei Centri Finanziari alla quale abbiamo preso parte fin dall’inizio e confidiamo che questo lavoro possa continuare oggi finalmente c’è l’avvio di questa rete internazionale alla quale partecipa Milano con il proprio Centro Finanziario green siamo molto vicini non abbiamo ancora finito ma siamo molto vicini per ottenere questo risultato e quindi partecipare pienamente al network internazionale ed il nostro impegno è quello di facilitare questo processo. 

Erik Solheim, Executive Director, UN Environment

Questo è davvero un momento storico che vede la maggior parte dei centri finanziari globali riuniti qui nella città di Milano per formare un’alleanza globale per la sostenibilità. Un grande risultato raggiunto qui in Italia è stato quello di promuovere un dialogo nazionale in cui è stata coinvolta la comunità ambientale, quella finanziaria e la Banca Centrale con al centro le tematiche della finanza verde che sono state affrontate nel corso dell’anno 2017 nell’incontro del G7 a Taormina e successivamente a Bologna. Stiamo assistendo ad un significativo cambiamento dove l’energia solare sta acquisendo maggiore rilevanza rispetto a carbone, gas, petrolio e nucleare uniti assieme e lo stesso Financial Stability Board ha appena definito le linee guida per la finanza verde dell’Unione Europea e la Commissione Europea ha presentato un grande piano per la finanza verde che non è stato promosso dalla commissione per l’ambiente ma dalla Direzione finanza dell’Unione Europea e nessuno pensava fosse possibile fino a poco tempo che anche i green bonds potessero diventare mainstream e grande importanza riveste dunque questa rete dei centri finanziari e rilevanti sono i progressi e le iniziative realizzate in Cina, India, Germania, UK e Francia. 

Anna Genovese, Acting Chairwoman, Consob

Il tema della finanza sostenibile è in costante crescita e sta diventando sempre più evidente che alcune delle sfide globali del nostro pianeta come il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse naturali e la ripercussione sociale possono essere causati da impatti indesiderati imputabili alla crescita economica e richiedono un’azione collettiva ed investimenti che non possono più essere rimandati. Una delle contromisure che deve essere adottata è la mobilitazione della finanza privata che può svolgere un ruolo decisivo consentendo che i capitali vengano canalizzati verso quelle aziende e quegli enti sovranazionali che promuovono uno sviluppo economico sostenibile.
All’inizio questa mobilitazione è stata avviata spontaneamente in una forma di autoregolamentazione e in risposta alla crescente sensibilità di alcuni influenti investitori professionali a lungo termine, come fondi pensione e fondi sovrani nel rispetto dell’ambiente e le problematiche sociali soprattutto in considerazione  dei vantaggi economici derivanti dall’investire in attività che portano allo sviluppo sostenibile e nell’ultimo decennio sono stati creati prodotti specifici di investimento sostenibile come i green bond e i fondi etici.
Contemporaneamente è aumentata la consapevolezza generale non solo dell’impatto che le iniziative di business possono avere sull’ambiente e sul contesto sociale, ma anche del vantaggio economico che il finanziamento di iniziative di sviluppo sostenibile offre e per questo il tema della finanza sostenibile appare spesso all’ordine del giorno delle più importanti istituzioni pubbliche nazionali e sovranazionali che si sono impegnate a trovare incentivi e definire regole specifiche su questo tema.
In seguito al summit mondiale di sviluppo sostenibile promosso dall’ONU nel 2002 e il discorso pronunciato dall’ex segretario generale Kofi Annan dal titolo “Towards a sustainable future” vi sono state numerose iniziative su queste tematiche in tutto il mondo e alcune delle più importanti l’anno scorso sono state promosse dall’UNEP della Commissione Europea e da altre istituzioni europee.
In Italia vi è l’iniziativa del Mistero dell’ambiente in collaborazione con l’UNEP con il progetto “National Dialogue on Sustainable Finance” e in quanto alcune azioni indicate in questo progetto coinvolgono la regolamentazione finanziaria e la supervisione del mercato dei capitali CONSOB è chiaramente coinvolta sia nel processo e sia nel dibattito. Questo gennaio CONSOB ha adottato un regolamento per la comunicazione delle informazioni non finanziarie.
Visto l’interesse e la popolarità raggiunta dai prodotti di risparmio sostenibile e la quantità di informazioni non finanziarie fornite dalle società per ordinare ed attirare le richieste di capitali sono necessarie regole che garantiscono l’affidabilità dei prodotti esistenti e consentano di verificare la correttezza delle informazioni fornite.
Considerata la natura multiforme dell’approccio, dobbiamo valutare la distinzione che è stata fatta tra i green bond e gli altri prodotti di investimento sostenibile in quanto per i green bond l’auto-regolamentazione potrebbe essere adeguata almeno quando questi prodotti sono promossi da investitori professionali che ne garantiscono l’emissione.iverso è il caso di altri prodotti di investimento sostenibile poiché non vi è alcuna possibilità di un’efficace sanzione sociale nel caso in cui l’investimento non raggiunga lo scopo etico indicato nel prospetto informativo di offerta e quindi si ritiene necessario per la definizione di un approccio integrato una riorganizzazione delle tre autority europee nel campo della finanza bancaria, vigilanza assicurativa e fondi pensione contenuto nel documento del 20 settembre 2017 predisposto dalla Commissione Europea, evidenziando la necessità di un coordinamento e supervisione della Finanza Sostenibile al fine di accrescere il suo impatto positivo sull’ambiente.
In Europa i regolatori si stanno pertanto preparando a contribuire a tale processo considerando per la crescita economica globale anche i modelli di sostenibilità.
Vi sono grandi aspettative su questa tematica in Europa, anche a livello di IOSCO, quindi per il futuro l’importanza della regolamentazione pubblica di questo fenomeno in generale sembra crescere ed avere comunque un’influenza positiva. Oggi due aspetti della finanza sostenibile sono in Italia regolati da CONSOB si tratta di quello dei fondi etici e quello della comunicazione delle informazioni non finanziarie che ci consente di identificare per quali aspetti si ha un impatto e quelli per i quali è necessario fare di più.
In Italia un regolamento pubblico formale approvato da CONSOB copre i fondi etici con l’obbligo per coloro che li istituiscono e distribuiscono di fornire le informazioni nel prospetto informativo di offerta e CONSOB è impegnata a monitorare questo obbligo di comunicazione, ma non ci sono disposizioni che disciplinano le definizioni ambientali o che limitano le politiche di investimento di rilievo nell’attuazione di progetti realmente sostenibili anche nel caso in cui il ruolo della supervisione sia lasciato all’autoregolamentazione e in particolare alla linea guida elaborata nel 2004 da EUROSIF per gli investimenti sociali.
Poiché la compliance con queste è molto poco usuale, è possibile che alcuni fondi etici svolgano anche un mix di attività che non considerano il requisito di esclusività richiesto da parte di EUROSIF e non vi è garanzia che prodotti sostenibili rispettino i propositi con i quali sono stati collocati sul mercato e vi è il rischio che il termine etico diventi un marchio utilizzato a scopo di marketing per migliorare l’attività commerciale di quel prodotto senza avere un impatto sull’ambiente o su altre tematiche di sostenibilità. In questo caso la regolamentazione deve aumentare e può svolgere un ruolo importante nel prevenire che la definizione etica venga utilizzata solo per opportunismo commerciale.
Un altro fronte sul quale il regolamento di mercato si occupa già del tema della finanza sostenibile è quello della comunicazione delle informazioni non finanziarie recentemente approvato a livello nazionale in Italia che coinvolge circa 250 aziende oltre a quelle che decidono volontariamente di comunicare informazioni non finanziarie conformi al D.Lgs. 254/2016.
CONSOB ha cercato di limitare i costi aggiuntivi in capo alle aziende per fornire queste informazioni, tuttavia questo costo sembrava essere ampiamente compensato dai benefici che la rendicontazione non finanziaria può generare quale conseguenza di una trasparente comunicazione aziendale al mercato e l’adozione di comportamenti sostenibili e da questo punto di vista l’introduzione della Dichiarazione non Finanziaria (DNF) può anche incoraggiare la crescita della domanda di prodotti di finanza sostenibile.
In ogni caso già dai prossimi mesi CONSOB dovrebbe svolgere un ruolo importante nel processo in quanto sarà in grado di valutare l’effetto di questa regolamentazione e potrà verificare sul campo come e quanto la normativa contribuisce all’obiettivo fondamentale della finanza sostenibile che combina la crescita economica che significa maggiore ricchezza e benessere per le società con la sostenibilità che consente di mantenere il buon risultato raggiunto con la crescita nel lungo termine. 

Ugo Bassi, Deputy-Director, DG FISMA, European Commission

Sono qui per dimostrare tutto il mio supporto e, se necessario, confermare il comitment della Commissione Europea, che è profondamente coinvolta in quanto vuole ricoprire un importante ruolo sulle tematiche della Finanza Sostenibile.Ho il privilegio di coordinare il progetto europeo della Capital Markets Union all’interno del quale come indicato da Nick è nato pochi mesi fa un piccolo progetto sulla Finanza Sostenibile, che è rapidamente cresciuto in modo sensibile e vi posso attestare che ogni giorno devo assegnare sempre più persone anche della mia Direzione a prendervi parte tanto che posso dire che abbiamo probabilmente una delle squadre più grandi che ho l’onore e il privilegio di guidare che si occupa di Finanza Sostenibile.
Il lavoro molto importante che è stato portato avanti dall’HLEG che è stato creato lo scorso anno è stato immediatamente convertito in azioni concrete e lo trasformeremo immediatamente in azioni politiche ed una serie di altre azioni che implementeremo nelle prossime settimane.
Una data molto importante sarà maggio quando presenteremo la nostro prima iniziativa legislativa per noi fondamentale e ritengo punto di partenza dell’action plan è la proposta sulla tassonomia perché se vogliamo mettere i soldi privati al servizio del pianeta come il presidente Macron ha detto quando è venuto a Bruxelles dove abbiamo presentato il nostro action plan, se vogliamo veramente essere sicuri di riuscire a canalizzare e riorientare i soldi privati in quanto il denaro pubblico non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati dobbiamo sapere esattamente cosa è verde e cosa no, quindi il primo passo dovrà essere quello di identificare una tassonomia che definisce chiaramente cosa è verde e ciò che non lo è, e perché in quanto le conseguenze saranno enormi.
Se ad esempio una delle conseguenze che abbiamo in mente che deve essere valutata in termini di analisi di costi-benefici è quella di prevedere un “green supporting factor” bisogna essere sicuri che tutti sanno di cosa stiamo parlando, e questo significa minori requisiti di capitale per le banche, ad esempio investendo in prodotti verdi, però dobbiamo essere sicuri di sapere esattamente cosa è un prodotto verde o un green bond perché non possiamo fare regali gratis ma dobbiamo essere sicuri che quelli che vengono premiati sono quelli che stanno facendo degli sforzi nella direzione che tutti vorremmo vedere.
La Commissione ha preso la decisione consapevole di occupare uno spazio politico e di essere un leader nell’attuazione dell’accordo di Parigi, specialmente in un momento storico in cui alcune altre grandi giurisdizioni come gli Stati Uniti sono in ritardo, in particolare in questo settore.
Io, i miei colleghi e tutte le persone coinvolte, lavoreremo intensamente nelle prossime settimane ma penso che questo non possa essere un approccio top down ma deve essere fatto con l’aiuto, la collaborazione e il contributo di tutti gli attori. Le istituzioni europee devono svolgere il loro ruolo e noi ci dedichiamo grande impegno, ma penso che tutti gli stati membri debbano fare lo stesso così come l’industria, in particolare i Centri Finanziari, non solo ma in particolare la piazza finanziaria, quindi solo lavorando insieme penso che possiamo raggiungere questo ambizioso obiettivo che è l’unico che possiamo avere in mente guardando al futuro.

14:45 – 16:00 Roundtable Discussion: Financial Centre Leadership 

  • Xing’an Ge, Chair, Shenzhen Green Finance Committee
  • Stephen Nolan, CEO, Sustainable Nation Ireland
  • Said Ibrahimi, CEO, Casablanca Finance City Authority
  • Nicholas Niggli, Director General, Economic Development, Canton of Geneva

Andrea Gasperini
Responsabile area Sostenibilità di Aiaf