Osservatorio ESG

Lunedì, 27 Novembre, 2017

GRI E CSR EUROPE: MEMBER STATE IMPLEMENTATION OF DIRECTIVE 2014/95/EU

Global Reporting Initiative (GRI) e CSR Europe, in collaborazione con l’organizzazione Accountancy Europe, hanno pubblicato il documento “Member State Implementation of Directive 2014/95/EU - A comprehensive overview of how Member States are implementing the EU Directive on Non-financial and Diversity Information” in cui vengono presentati gli elementi principali delle leggi nazionali dei 28 Stati membri oltre all’Islanda e la Norvegia, fornisce le indicazioni sulle modalità seguite da ogni Stato per la definizione della Dichiarazione di carattere non finanziario e consente una visione delle politiche adottate per attuare la Direttiva in tutta Europa dando una risposta alle seguenti domande:

  • Quali sono i principali requisiti delle leggi nazionali trasposte riguardanti la Direttiva 2014/95/UE in ciascuno degli Stati membri in termini di portata, tematiche di comunicazione, caratteristiche ed aspetti aggiuntivi quali gli obblighi di assurance e l’applicazione di eventuali sanzioni?
  • Quali sono le similitudini e le differenze tra le trasposizioni a livello nazionale della Direttiva tra i vari Stati membri?

La rendicontazione delle informazioni non-financial è ormai una pratica diffusa tra le maggiori organizzazioni, e molti la considerano un’opportunità per integrare la Sostenibilità nelle loro strategie di Business e non un semplice obbligo di compliance.

Tuttavia, per altre, in particolare quelle organizzazioni che non hanno ancora affrontato un consolidato processo di reporting delle informazioni non-financial le opportunità e i vantaggi inerenti l’obbligo di presentare una Dichiarazione di carattere non finanziario sono meno chiari.

Di seguito vengono descritti i principali vantaggi e come la comunicazione di informazioni non-financial aiuta a supportare il business in differenti aree:  

  • Aumentare la fiducia degli stakeholder: La condivisione di informazioni qualitative, chiare e verificabili migliora la fiducia nell’organizzazione tra tutti i principali stakeholder, tra i quali i clienti, la società civile e gli investitori. Tali informazioni non solo consentono agli stakeholder di comprendere come vengono gestite le imprese, ma anche come i principali rischi ambientali e sociali sono affrontati dalle imprese o anche trasformati in opportunità. Presentando queste informazioni agli stakeholder ed integrando i loro feedback nella comunicazione aziendale e le attività si consegue un maggiore coinvolgimento degli stakeholder stessi e le aziende sono in grado di gestire meglio le loro aspettative
  • Imparare dal processo di comunicazione: È opinione diffusa, ma fuorviante, che il Report finale rappresenta l’aspetto più rilevante del processo di reporting. 
    Il processo di acquisizione ed analisi delle informazioni è altrettanto importante quanto il Report finale. Questo processo preliminare offre agli users della sostenibilità l’opportunità unica di collaborare con gli stakeholder sia internamente sia esternamente e di cogliere veramente il valore e l’impatto del business anche con riferimento ai fattori economici, sociali e ambientali. Questo processo aiuta gli users a migliorare il confronto e la pianificazione delle sfide, dei rischi e delle opportunità che si trovano ad affrontare e devono comunicare ai propri stakeholder.
  • Generare miglioramenti continui degli impatti sul business: I programmi di sostenibilità non si limitano a definire singole storie di successo sul raggiungimento degli obiettivi sociali e ambientali. Le aziende possono migliorare continuamente i loro impatti sociali, ambientali ed economici imparando dalla interazione con i propri stakeholder e dai risultati passati. Tali conoscenze vengono utilizzate per definire gli obiettivi futuri. 
    Per questo motivo, il processo di engagement con gli stakeholder, la revisione delle valutazioni di materialità, la gestione dei rischi e quella delle performance sono tutte parti del processo di rendicontazione e servono come elementi necessari per generare un impatto positivo e migliorare il valore sociale.
  • Evidenziare la loro integrità aziendale: La trasparenza riguarda anche la dimostrazione di una condotta aziendale responsabile. Mentre i regolamenti, gli standard ed i framework supportano le aziende nella gestione delle tematiche materiali, l’aspetto etico della trasparenza può fungere da spina dorsale per le aziende che intraprendono il processo di reporting e cercano di comunicare il loro impegno nei confronti dei propri stakeholder.

Attraverso la definizione di obblighi comuni di reporting delle informazioni non-financial e la diversità in tutta Europa, la Direttiva 2014/95/UE ha compiuto un importante passo verso la standardizzazione della rendicontazione e la formalizzazione dei requisiti di trasparenza. Realizzare contemporaneamente questa standardizzazione in migliaia di organizzazioni rappresenta una sfida significativa e per essere efficace, la Direttiva 2014/95/UE ha dovuto tener conto delle diverse pratiche di business in essere negli Stati membri dell’UE.
Di conseguenza, la Direttiva consente il rispetto dei requisiti specifici degli Stati per garantirne l’implementazione attraverso le diverse pratiche nazionali e modalità di comunicazione delle informazioni non finanziarie.

Transposition summary table

 

 

Fonte: Member State Implementation of Directive 2014/95/EU

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles”