Osservatorio ESG

Lunedì, 15 Maggio, 2017

ANCHE I PIR A CACCIA DEL VALORE INTANGIBILE

Presso la sede di Borsa Italiana si è tenuto il giorno 11 Maggio il Mediolanum Business Forum 2017 il cui obiettivo, nel panorama finanziario attuale, sempre più complesso e competitivo, è stato quello di far conoscere tra le nuove soluzioni d’investimento legate all’economia nazionale quelle dei Piani Individuali di Risparmio (PIR). All’incontro hanno partecipato autorevoli nomi del giornalismo, della finanza e dell’imprenditoria italiana con moderatore Leopoldo Gasbarro, giornalista e scrittore, e di seguito viene presentata una sintesi degli interventi che sono stati fatti.

Apertura dei lavori: I Piani Individuali di Risparmio

  • Fabrizio Pagani, Capo della Segreteria tecnica del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
    I PIR sono un meccanismo utile per canalizzare il risparmio degli italiani verso le imprese italiane introdotto con la legge di bilancio del 2017. Le imprese italiane hanno la capacità di innovare e di trovare prodotti e mercati ma hanno due punti deboli uno è la governance e l’altro sono i capitali bisogna quindi far accedere al mercato dei capitali le nostre imprese. Importante è trovare la benzina che è rappresentata dalla liquidità necessaria e per questo sono stati creati i PIR. Una stima di raccolta prudente è stata indicata in Euro 18 mld in cinque anni ma è già previsto di superarla.
    E’ annunciata una automatica defiscalizzazione totale sul capital gain alla condizione di mantenere l’investimento per almeno cinque anni necessari per garantire una stabilità di lungo termine. Il 30% è investibile liberamente ed il 70% in imprese italiane di cui il 30% non già quotate nel FTSE Mib sia in equity sia in bond e quindi è garantita sempre la possibilità di diversificazione.
    Aprendo al proprio capitale una impresa migliora la governance, la trasparenza, i risultati di conto economico e migliora l’occupazione. Si consegue infine un beneficio anche per il sistema economico complessivo. 

Risparmio ed Impresa un circolo virtuoso

  • Massimo Doris, Amministratore Delegato di Banca Mediolanum
    Per evitare, in caso di difficoltà, il coinvolgimento dei risparmiatori è stato chiesto alle banche di rafforzarsi con aumenti di capitale e per avere ratios migliori è possibile agire sul numeratore aumentando il capitale proprio della banca o sul denominatore diminuendo i rischi. Sono accadute entrambe le cose, sono diminuite le erogazioni che hanno fatto le banche e si è iniziato a pesare in modo diverso e sempre più attento i rischi. Permane però il problema che a parità di aziende che vanno bene comporta un maggiore assorbimento di capitale prestare del denaro ad una piccola impresa piuttosto che ad una di maggiori dimensioni.
    Mediolanum da sempre investe in tecnologia e al contempo viene sempre garantito il contatto con la persona in quanto anche i millennials continuano a richiedere il contatto umano di chi li accompagna negli investimenti e quindi si investe molto in formazione dei family banker.L’accesso alla banca avviene sempre più attraverso le APP ed il telefonino ma poi resta importante il ruolo del family banker con cui parlare. Si guarda alla sostenibilità della banca per i prossimi venti / trenta anni ed importanti sono i contatti oltre che con i risparmiatori anche con gli imprenditori per spiegare loro le opportunità che derivano dai PIR.   
  • Marco Giorgino, Professore Universitario
    E’ in atto una rivoluzione nel modello distributivo che prevede una progressiva riduzione degli sportelli ed una razionalizzazione come già è avvenuta in Europa e questa è una delle conseguenze del numero di volte in cui un cliente si reca presso uno sportello bancario che si sta riducendo in maniera significativa.
    Oggi non si parla più di integrazione tra i vari canali ma vi è una sostituzione ed è sempre più in aumento, oltre all’internet banking, il mobile banking e l’utilizzo delle APP i clienti stanno quindi modificando le modalità di fruizione dei servizi bancari. La banca mantiene un ruolo molto importante nella vita di tutti noi e gode ancora di fiducia e per affrontare queste sfide imposte dal cambiamento del modello distributivo sono necessari sensibili investimenti che però non saranno possibili per tutti.
    Siamo in una situazione in cui i tassi sono a zero e non è più sostenibile una cultura dell’investimento che generava un rendimento senza dover sopportare dei rischi e al contempo le banche sono in difficoltà ad esercitare la propria attività core che è quella di prestare denaro rispettando le regole. A sfruttare le opportunità dei PIR sono pronte le imprese che hanno saputo dare chiari segnali per la ristrutturazione, l’innovazione e l’internazionalizzazione.
    Anche le imprese devono affrontare una situazione di trasformazione digitale che sarà molto più invasiva di quanto non è stato internet e su questo fronte sono pronte quelle imprese che hanno mantenuto in ordine la loro struttura finanziaria con programmi di investimento di medio/lungo termine. Le imprese devono essere sostenibili nel tempo perché la sostenibilità non è solo ambientale e sociale ma è una sostenibilità che sta nei numeri e i flussi di cassa devono tornare oggi, domani e nel tempo.
  • Alessandro Plateroti, Vice Direttore Il Sole 24 Ore
    Vincerà la banca che ha una tecnologia, i clienti richiedono un servizio sempre più personalizzato ma allo stesso tempo economico. C’è ancora molta incertezza regolatoria e normativa che espone anche a dei rischi e servono quindi delle tutele. Il principale asset delle banche sono i risparmiatori. 
  • Nicola Saldutti, Caporedattore economia Il Corriere della Sera
    Le banche da sempre possono fallire ma ora è cambiato chi paga il conto dell’eventuale fallimento che può essere pagato anche da coloro che hanno posto fiducia al sistema bancario; le banche quindi anche per chi sottoscrive un conto corrente o una obbligazione non sono tutte uguali, d’altra parte il risparmio, tutelato dalla costituzione, è il patrimonio più importante perché anche da questo dipende la crescita delle imprese.
    I PIR ricombinano gli obiettivi da una parte dei risparmiatori che cercano un rendimento più elevato e dall’altra delle imprese che cercano chi investe nei loro progetti per un tempo un po’ più lungo e quindi l’elemento del tempo dei cinque anni è di per sé un valore e i PIR sono uno strumento semplice. La quota contingentata del 30% in imprese non quotata al FTSE Mib deve andare in imprese sane che crescono, sugli scaffali bisogna mettere titoli buoni, gli intermediari devono scegliere per conto dei risparmiatori titoli che hanno prospettive di sviluppo e i risparmiatori contribuiscono così alla crescita del Paese.

L’indagine

  • Fabrizio Fornezza, Presidente di Eumetra Monterosa
    Siamo in presenza ad una discontinuità non solo di offerta ma anche di domanda incentrata sul benessere delle persone e sta cambiando la modalità degli italiani di pensare al denaro non solo in termini di performance ma si è passati a ragionare in termini di felicità e qualità della vita e questo porta a migliorare la relazione con la banca. Si inizia a parlare di narrazioni e quelle più efficaci non sono quelle tecniche ma quelle di Human & Wellnes (30%) incentrate sul tema della progettualità individuale.
    Solo il 20% degli italiani ha già sentito parlare di PIR e quindi bisogna farne aumentare la conoscenza ed il 6% dice di essere molto interessato e bisogna narrare il tema del territorio e dell’italianità. 

Le reazioni dell’industria del risparmio e delle imprese

  • Stefano Volpato, Direttore Rete Commerciale di Banca Mediolanum
    Obiettivo di Mediolanum è quello di trovare valore da portare ai risparmiatori, le imprese italiane sono leader indiscusse in tantissimi ambiti economici quali la moda, il design, l’agroalimentare, la cantieristica navale, la ceramica, il packaging, gli ambiti farmaceutici la meccanica di precisione ed i PIR accendono un faro su questo mondo italiano e consentono di entrare nel dettaglio che era già conosciuto dagli stranieri. La valorizzazione della spesa fatta per acquistare un prodotto con marchio “Made in Italy” assume una connotazione diversa perché consente di far percepire che dentro al prodotto ci sono valori di creatività, genio e qualità riconosciuti in tutto il mondo.I PIR permettono ai risparmiatori di adottare uno strumento che consente a tutti i protagonisti di vincere, i risparmiatori spostano una parte della liquidità improduttiva e cercano di avere dei risultati a lungo termine considerando anche il beneficio della leva fiscale, le aziende italiane sono delle eccellenze assolute in tantissimi ambiti e la stessa crisi ci trova oggi molto più preparati anche lo Stato vince perché si crea una economia fiorente ed infine gli stessi intermediari finanziari possono essere propulsori dell’economia e conseguiranno anche loro un vantaggio economico non trascurabile.
  • Andrea Cabrini, Direttore Class CNBC
    Dei PIR piace l’incentivo fiscale e l’esenzione totale delle tasse di successione, la pianificazione di medio / lungo termine e il valore di poter mettere i propri risparmi a servizio della propria economia. Bisogna allargare il bacino di dove i PIR potranno andare ad investire nel lungo termine. I PIR non devono servire solo per far crescere le imprese che sono già quotate ma devono rivolgersi anche a nuove aziende.
    Tra gli intermediari finanziari c’è chi è già partito, chi si sta attrezzando e chi non è ancora partito e poi c’è chi si muove parallelamente come il mondo assicurativo che sta iniziando a studiare delle polizze, pochi sono quelli che sono scettici nei confronti del prodotto.
    Attualmente ci sono 18 PIR e per fine anno si dovrebbe arrivare a circa 40 PIR.   
  • Anna Lambiase, Amministratore Delegato IR Top
    IR Top si occupa di accompagnare le piccole imprese in borsa che si quotano al AIM che è un junior market nato otto anni fa, ora sono 79 le società quotate, che accoglie le piccole imprese e l’impatto dei PIR anche su questo mercato è stato significativo e ci sono aziende industriali ma anche quelle del green, del fintech e della tecnologia e tutte quelle che sono innovative. Importante è la quantità e la qualità delle aziende che potranno arrivare sul mercato. 
  • Gianluca Parenti, Partner e Socio fondatore di Intermonte SIM
    L’introduzione dei PIR ha portato una forte attenzione al mercato italiano e l’effetto PIR sulle piccole e medie aziende è stato molto importante. Intermonte SIM stima che la raccolta in cinque anni sarà di 70 miliardi, i traders online non hanno una logica del lungo termine ma il vero risparmio e una risposta ai tassi zero si fa con la pianificazione finanziaria e la scelta di prodotti che in una logica temporale minima di cinque anni possono dare dei buoni rendimenti. Importante è la pianificazione temporale e quella delle scelte familiari.

Italia e aziende

  • Ennio Doris, Presidente di Banca Mediolanum
    Voglio sfatare il pregiudizio che si accusano spesso le imprese familiari italiane di essere il male dell’economia italiana e di essere poco moderne ma l’export e la bilancia commerciale sono in crescita e queste imprese sono la vera forza dell’Italia.
    Input di ottimismo sul pianeta è che stiamo andando in una direzione dove l’energia che si utilizzerà sarà assolutamente pulita. Da due studi attendibili vi sono previsioni che nel 2050 l’energia solare si utilizzerà per il 50% e in altri dieci anni non si utilizzerà più il petrolio e il gas. Ci sarà una seconda fase dello sviluppo economico che disinquinerà e sarà il mercato ad escludere i prodotti delle aziende che inquinano e le aziende intelligenti andranno in questa direzione.
    Il cambiamento dà opportunità all’imprenditore ma bisogna eliminare gli handicap ed uno di questi è che in Italia non esiste un mercato finanziario efficiente che porta capitale di rischio e finanziamenti a medio/lungo termine alle imprese. L’economia italiana è bancocentrica, l’80% dei finanziamenti all’economia arriva dalle banche e in Italia mancano le società di venture capital che diventano partner delle imprese specializzate per dimensione e per settore molte delle quali in America sono state promosse dalle stesse banche.
    Mediolanum è ora un protagonista del settore e può cambiare la storia del mercato finanziario italiano e bisogna spiegare bene ai clienti l’opportunità che hanno ma non basta raccogliere il denaro bisogna poi saperlo investire creando le occasioni con le imprese e Mediolanum farà un road show in Italia in accordo con le associazioni industriali coinvolgendo le 347 aziende quotate oltre a quelle non quotate creando un team di lavoro. Questi programmi devono essere credibili e le imprese non devono essere legate al passato e perdere di vista il mercato che chiede sempre più qualità ed il rispetto dell’ambiente e le imprese non attente non verranno finanziate mentre verranno finanziate quelle innovative, quelle che sono immerse nei cambiamenti che sono in atto. Il governo ha buttato la palla nel campo del privato e delle banche. 
  • Enrico Bracalente, Amministratore Unico BAG SpA – Nero Giardini
    Ho sempre creduto nel “Made in Italy” sinonimo di garanzia e noi non abbiamo delocalizzato e oggi ci sono gli imprenditori ed i collaboratori che consentono di raggiungere il successo. Molto importante è riuscire a comprendere le esigenze del consumatore finale.
    Abbiamo investito in una scuola per artigiani che devono sostituire quelli che stanno andando in pensione ed è necessario formare dei nuovi tecnici per continuare a dare qualità. Quarantuno sono gli attuali tecnici che frequentano i corsi per dare continuità al settore che stava scomparendo per assenza di ricambio generazionale.  
  • Oscar Farinetti, Fondatore e creatore di Eataly
    In Italia c’è un microclima unico al mondo e una biodiversità che dipende dai venti e per questo siamo diventati biodiversi noi stessi italiani ed abbiamo vantaggi e svantaggi. Un vantaggio è che siamo stati in grado di esprimere un numero di piccole e medie imprese che ha una straordinaria potenzialità ma lo svantaggio è che ce ne siamo dimenticati. Tre problemi sono la digitalizzazione che deve rendere accessibili solo quattro numeri agli imprenditori che si devono invece occupare del marketing; la finanza deve far affluire i capitali non a tutte le PMI ma solo a quelle brave e ci deve essere qualcuno che aiuta a capire quelle che sono brave in modo che si possono dedicare a quello che è il loro mestiere ed infine il terzo problema è quello della burocrazia che serve ma deve essere gestita e deve essere snellita. Risolti questi tre problemi le PMI voleranno.
    La rivoluzione digitale è simile alla scoperta del fuoco e viene utilizzata per distruggere posti di lavoro ma bisogna imparare a domarla e bisogna passare dal target poetico del godere a quello di durare, bisogna lavorare per allontanare il più possibile la fine del mondo.
    Bisogna prendere il tema della fine del mondo e metterlo al centro del business realizzando prodotti diversi nel rispetto della terra dell’acqua e dell’aria e l’Italia può diventare trainante perché è vissuta come il paese più green al mondo e devono essere finanziate le aziende green che lavorano nel rispetto dell’acqua della terra e dell’aria e gli intermediari finanziari si devono impegnare nel scegliere le aziende giuste.   
  • Nicola Porro, Giornalista e conduttore televisivo
    Gli imprenditori si svegliano la mattina con l’obiettivo di sfidare tutti e quelli italiani hanno un problema in più in quanto si devono scontrare anche con la burocrazia fatta da burocrati, politici, legislatori e controllori che non si rendono conto che la prima difficoltà degli imprenditori è quella di competere ed imprenditori e lavoratori devono stare sullo stesso lato. L’imprenditore conosce il mercato e l’Italia ma ha una pessima considerazione di quella che è la sovrastruttura politica e normativa.  Siamo all’interno della rivoluzione digitale e tutti i parametri stanno cambiando e sta cambiando il mondo per i prossimi 200 anni.

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles®”