Osservatorio AIAF sui conti pubblici

Alla luce della complessa situazione sul Debito Sovrano Italiano e dello sforzo per raggiungere importanti obiettivi di finanza pubblica, abbiamo deciso di istituire un osservatorio Aiaf sui conti pubblici.

L’obiettivo è quello fornire una lettura corretta dei dati di finanza pubblica, anche alla luce delle differenti fonti statistiche (Mef, Istat, Banca d’Italia, ecc.) e della sensibilità dell’opinione pubblica al tema.

Le note informative dell’osservatorio non avranno una cadenza predeterminata ma saranno correlate agli eventi che accompagneranno il complesso percorso di risanamento dei conti pubblici, che presumibilmente caratterizzerà i prossimi tempi.

Nona nota informativa 

In attesa della crescita e della fiducia, una manovra di bilancio moderatamente di supporto

  • La crescita economica in Italia stenta a ripartire, lasciando il Paese sostanzialmente in stagnazione. Tra le cause della debole performance economica c’è una persistente crisi di fiducia che coinvolge imprese e consumatori. Il rilancio parte da una maggiore convinzione nelle potenzialità di recupero e da un’azione incisiva nella realizzazione delle riforme strutturali.
  • I segnali di ripresa manifestatisi alla fine del 2013 sono stati disattesi da un rallentamento della domanda estera dalla primavera del 2014 e dall’insistente calo degli investimenti, soprattutto nel settore edilizio. Le prospettive di ripresa restano legate alla tenuta del ciclo economico mondiale e al recupero della domanda interna.
  • La Legge di Stabilità è moderatamente di supporto alla ripresa del nostro Paese (0,2% del PIL), per la presenza di diverse misure di stimolo nella forma di una riduzione della pressione fiscale o di incentivazioni agli investimenti. A partire dal 2016, gli ingenti tagli alla spesa previsti, necessari per evitare le pesanti clausole di salvaguardia, restano la sfida di maggior rilevanza per le finanze pubbliche italiane.

Milano, 19 dicembre 2014 – La perdurante stagnazione dell’economia italiana rappresenta la maggiore sfida per la classe dirigente del Paese, in un contesto internazionale non privo di rischi geopolitici significativi. Oltre alla carenza di riforme strutturali l’Italia è alle prese con una crisi di fiducia che coinvolge consumatori e imprese e impedisce un’adeguata ripartenza di consumi e investimenti, anche in presenza di condizioni finanziarie più favorevoli. L’economia italiana resta dunque ostaggio della forza della domanda estera, a sua volta dipendente dalla dinamica del ciclo mondiale, resa più debole dal rallentamento di alcuni Paesi emergenti. Per sostenere la domanda interna è evidente il tentativo di stimolo della Legge di Stabilità, nella forma di una minore pressione fiscale compensata da una riduzione della spesa. Resta la necessità di procedere alla realizzazione delle riforme strutturali, incluse quelle istituzionali, e alla loro effettiva implementazione.

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19 dicembre 2014 - Nona Nota Informativa AIAF100.55 KB

Ottava Nota Informativa

Senza crescita deficit verso il 3%, cruciali i risparmi sulla spesa per interessi

  • I dati deludenti sulla crescita economica determineranno un peggioramento dei saldi di finanza pubblica ma la minore spesa per interessi dovrebbe consentire di contenere lo sforamento oltre il 3% del deficit/PIL; la garanzia di restare sotto tale livello potrebbe rendere necessaria una manovra aggiuntiva di circa 3 mld di Euro
  • Il fabbisogno statale nel 2014 evidenzia comunque un miglioramento rispetto al 2013 e riflette minori spese per interessi e minori pagamenti dei debiti della PA; le entrate tributarie risultano in calo, a causa soprattutto di quelle dirette mentre le imposte indirette risultano in crescita grazie all’aumento dell’IVA a ottobre 2013
  • La crescita economica è stata deludente nella prima metà del 2014, complice una sostanziale stagnazione nell’industria. Dopo una dinamica molto favorevole, la domanda estera ha perso vigore mentre ci sono segnali incoraggianti per la domanda interna. L’occupazione ha ripreso a salire da maggio e il tasso di disoccupazione a scendere marginalmente
Milano, 6 agosto 2014 – Nonostante la recessione sia sostanzialmente terminata nella sua fase più acuta, in Italia non si è ancora manifestata una crescita economica costante e significativa. I dati della prima metà del 2014 sono stati di fatto deludenti e la stima governativa di crescita economica allo 0,8% è allo stato attuale irrealistica. Una dinamica più debole del PIL mette a rischio i target di finanza pubblica, ma una minore spesa per interessi rispetto a quanto stimato nel DEF dal Governo consentirà di contenere l’entità dello sforamento del limite del deficit/PIL del 3%. La garanzia di evitare il superamento di tale soglia potrebbe essere ottenuta solo con una manovra straordinaria di almeno 3 mld di Euro. L’andamento del fabbisogno statale di cassa evidenzia in ogni caso un miglioramento rispetto al 2013, sebbene siano evidenti minori esborsi legati al pagamento dei debiti pregressi della PA e una minore spesa per interessi. Le entrate tributarie erariali nei primi sei mesi dell’anno evidenziano un calo attribuibile soprattutto alle imposte dirette. I dati macroeconomici della prima metà dell’anno sono stati complessivamente deludenti, ma sono evidenti segnali di miglioramento nella domanda interna e nell’occupazione.
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6 Agosto 2014 - Ottava Nota Informativa AIAF652.35 KB

Settima Nota Informativa

Dal piano Renzi un impatto sul PIL fino allo 0,7%, ma il tema cruciale resta la sostenibilità del debito pubblico

Il piano economico del Governo Renzi rappresenta un passo nella giusta direzione per accompagnare la ripresa economica in atto e per coprire in gap strutturale dell’economia italiana, ma andrà valutata la sua effettiva implementazione soprattutto sul fronte della spending review

  • L’impatto economico potrà essere dello 0,5% nel 2014 e dello 0,7% nel 2015 e molto dipenderà dal ritmo di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione (PA) e dall’effettiva spesa delle maggiori risorse in busta paga da maggio
  • Il fabbisogno statale nel 2013 è stato sostanzialmente in linea con le attese e riflette il pagamento dei debiti della PA; l’avvio del 2014 è incoraggiante e segnala anche un buon andamento della dinamica delle entrate grazie alla ripresa economica
  • Si sono fatti più concreti quei segnali di ripresa già evidenziati a metà dello scorso anno. I dati di contabilità nazionale alla fine del 2013 hanno confermato una dinamica meno negativa del PIL e qualche segnale incoraggiante è evidente anche nel mercato del lavoro
  • Da simulazioni sulla dinamica del debito pubblico emerge quanto sia cruciale da una parte contenere il costo del debito preservando la credibilità del nostro paese sui mercati finanziari, dall’altra la necessità di incrementare le potenzialità di crescita della nostra economia (almeno all’1,5% in termini reali) e di tagliare la spesa pubblica improduttiva per rafforzare il saldo primario

Milano, 28 marzo 2014 – Il piano del Governo Renzi rappresenta un passo nella giusta direzione, ma andrà valutato alla prova dei fatti, già a partire dai prossimi mesi. Sulla base delle informazioni disponibili, le misure proposte potrebbero portare una maggiore crescita del PIL dello 0,5% quest’anno e del 0,7% il prossimo anno. L’andamento dei conti pubblici italiani riflette la maggiore attenzione posta sullo stimolo della crescita economica, soprattutto tramite il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, ma anche qualche concreta evidenza di recupero dell’attività economica. La dinamica recente è in linea con gli obiettivi di bilancio ma le risorse per un ulteriore stima alla ripresa devono necessariamente passare per una significativa riduzione della spesa “improduttiva”. L’andamento degli indicatori economici conferma che la ripresa è in corso e che sarà più visibile nel 2014 anche nel mercato del lavoro. Il recupero degli indicatori di fiducia si sta trasmettendo all’attività produttiva che inizia a registrare una crescita congiunturale. Permane un gap strutturale per l’economia italiana, determinato dalla carenza di riforme su mercato del lavoro, servizi, pubblica amministrazione e istituzioni. Il tema di lungo periodo di maggiore rilevanza per le finanze pubbliche resta quello del debito e della necessità di ridurlo per garantirne la sostenibilità. Da simulazioni sulla dinamica del debito pubblico emerge quanto sia cruciale, per il rispetto del Fiscal Compact, da una parte contenere il costo del debito preservando la credibilità del nostro paese sui mercati finanziari, dall’altra la necessità di incrementare le potenzialità di crescita della nostra economia (almeno all’1,5% in termini reali) e di tagliare la spesa pubblica improduttiva per rafforzare il saldo primario.

Sesta Nota Informativa

Manovra non più recessiva, in attesa dei tagli alla spesa

  • La Legge di Stabilità avrà il merito di non essere recessiva come lo sono state necessariamente le precedenti, ma i margini di manovra per uno stimolo fiscale sono limitati e rendono le misure complessivamente poco efficaci dal punto di vista economico
  • L’esiguità degli interventi di stimolo è giustificata dall’entità limitata dei tagli alla spesa in attesa di una più consistente spending review. Un’altra categoria di misure sostanzialmente rinviate è stata quella relativa alle dismissioni, previste al momento per soli 500 milioni di Euro all’anno. Ne è derivato un giudizio UE sostanzialmente condizionato all’approvazione di ulteriori misure dirette alla riduzione del debito pubblico e al taglio della spesa
  • Si confermano le indicazioni di un ciclo economico in ripresa e lo si vedrà più chiaramente nei numeri relativi all’attività produttiva del IV trimestre 2013. Per i prossimi sei mesi ci aspetta, tuttavia, una jobless recovery e un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro si vedrà solo in primavera
  • Permangono alcuni fattori strutturali che impediscono un aumento del PIL potenziale, con la crescita della produttività che resta carente e la competitività ancora insufficiente
  • La stabilità del Governo è una condizione essenziale per evitare che la ripresa venga frenata o interrotta da una nuova fase di incertezza politica e fiscale
     

Milano, 25 novembre 2013 - La Legge di Stabilità – per la prima volta da anni – si può definire “non recessiva”, ma nella sua formulazione attuale non può essere definita ancora “espansiva”, poiché l’impatto economico è limitato dalle scarse risorse disponibili a causa della necessità di contenere il livello del deficit. Restano vaghi i provvedimenti diretti a un più incisivo taglio alla spesa e a più consistenti dismissioni, misure che consentirebbero l’avvio della riduzione del debito e un giudizio positivo senza riserve da parte della Commissione Europea. Il peggioramento del fabbisogno di cassa è, in ogni caso, il frutto di politiche favorevoli alla crescita come l’aumento dei rimborsi fiscali e il pagamento di parte dei debiti della Pubblica Amministrazione. Anche grazie a questi provvedimenti, e al miglioramento della congiuntura internazionale, il ciclo economico in Italia è in recupero. La ripresa non sarà, tuttavia, di intensità tale da creare occupazione in misura significativa, ma un miglioramento del mercato del lavoro è probabile nella primavera del 2014. I prossimi mesi saranno cruciali per preservare la ripresa e la stabilità politica è una condizione essenziale per evitare di tornare in un clima di incertezza che peserebbe gravemente sull’atteso recupero dei consumi e degli investimenti.

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Sesta Nota informativa, 25 novembre 2013451.58 KB

Quinta Nota Informativa

E' arrivata la ripresa!!! 

  • Gli indicatori anticipatori del ciclo economico segnalano che la ripresa economica è finalmente arrivata
  • Accelerano sia gli ordinativi esteri che quelli interni; recuperano tutti gli indicatori di fiducia e l’indice PMI è di nuovo sopra quota 50 punti dopo 2 anni
  • La stabilità del Governo è una condizione essenziale per evitare che la ripresa venga interrotta in conseguenza di una nuova fase di incertezza politica e fiscale
  • L’andamento del fabbisogno di cassa nei primi sette mesi del 2013 evidenzia un peggioramento rispetto al 2012, ma risulta sostanzialmente in linea con gli obiettivi e riflette già in parte i pagamenti dei debiti da parte della Pubblica Amministrazione
  • I dati sulle entrate fiscali nei primi cinque mesi del 2013 confermano solo una lieve flessione, come risultato di un buon andamento delle imposte dirette e di quello negativo delle imposte indirette
  • Dopo quasi tre anni cala la spesa per interessi in conseguenza dell’effetto della normalizzazione dei mercati nella seconda metà del 2012 e all’inizio del 2013

 

Milano, 2 agosto 2013 – gli indicatori che anticipano la dinamica dell’attività produttiva segnalano tutti una ripresa a partire dalla seconda metà del 2013. L’importante indice PMI (Purchasing Manager Index) è tornato, per la prima volta dopo 2 anni, sopra quota 50 punti, livello spartiacque tra la contrazione e l’espansione dell’attività economica. La stabilità del Governo è una condizione essenziale per evitare l’interruzione della ripresa. Il fabbisogno di cassa del settore statale nei primi 7 mesi dell’anno è risultato in aumento rispetto al 2012, in parte per effetto dei pagamenti dei debiti da parte della Pubblica Amministrazione. Il trend risulta in ogni caso in linea con gli obiettivi annuali. La dinamica delle entrate tributarie resta caratterizzata da una crescita della componente relativa alle imposte dirette e da un calo di quella riguardante le imposte indirette, determinando al netto una sostanziale tenuta. Il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica è legato alla necessità di copertura delle misure sull’IMU e sull’IVA, che dovranno essere preferibilmente trovate attraverso provvedimenti certi di contenimento della spesa. 

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2 agosto 2013, Quinta nota221.84 KB

Quarta Nota Informativa

I conti pubblici del nostro Paese completano l’aggiustamento
Ora potrebbero liberarsi risorse fino a 20 miliardi di Euro

 

  • L’uscita dell’Italia dalla procedura di deficit eccessivo libera risorse per 8 miliardi di Euro dal 2014, ma il passo decisivo verrebbe dall’applicazione della “golden rule” che potrebbe apportare risorse aggiuntive fino a 12 miliardi di Euro
  • Il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione per 40 miliardi di Euro avrà un impatto complessivo sul tasso di crescita del PIL dello 0,2% nel 2013 e dello 0,4% nel 2014
  • Il fabbisogno di cassa vede all’inizio del 2013 un moderato peggioramento per effetto di misure straordinarie, anche a sostegno della crescita economica
  • Una simulazione mostra che con la legislazione vigente è possibile ridurre il debito pubblico anche in assenza di una crescita economica elevata, ma è cruciale il contenimento del costo del debito
  • La domanda interna resta stagnante (-4,3% i consumi privati nel 2012) mentre l’export continua a crescere (+2,2%) favorito dal recupero della domanda mondiale
  • Il dibattito sull’austerity è a un punto di svolta, mentre il nuovo Governo rafforza il fronte europeo a favore di un maggiore sostegno alla crescita economica
  • Il programma economico del nuovo esecutivo è molto ambizioso, ma le fonti possibili di finanziamento non mancano: accelerazione della spending review e della lotta all’evasione, minor costo del debito, dismissioni e riforma fiscale

 

Milano, 29 maggio 2013 - Secondo l’AIAF-Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari il raggiungimento del 3% nel rapporto deficit/PIL nel 2012 e l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo rappresentano un importante fattore di stabilità che dovrà, tuttavia, tradursi in un maggiore stimolo alla crescita economica nell’ambito dei margini di manovra che si renderanno disponibili. Già il fabbisogno statale dei primi mesi del 2013 risente di una maggiore attenzione ai pagamenti o alle compensazioni dovute alle imprese. Una simulazione sulla dinamica del debito pubblico evidenzia quanto sia cruciale il ruolo dei tassi d’interesse, che rischiano comunque di salire anche in caso di normalizzazione dei mercati. La situazione economica resta preoccupante e necessita di interventi urgenti, sebbene le esportazioni continuino a crescere grazie alla tenuta della domanda internazionale. Il sostegno alla crescita deve necessariamente passare dall’utilizzo di risorse economiche da recuperare attraverso una redistribuzione dei carichi fiscali in senso più equo e più favorevole all’occupazione, una più concreta solidarietà in ambito europeo (attraverso l’utilizzo di risorse comuni per investimenti infrastrutturali nei Paesi in difficoltà economica) e una maggiore flessibilità (in intensità e in tempistica) nel percorso di risanamento dei conti pubblici, anche alla luce dell’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo.  Intanto il dibattito sull’austerity è a un punto di svolta e un concreto cambiamento di rotta potrebbe vedersi al Consiglio Europeo del prossimo mese.

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29 Maggio 2013 - Quarta Nota 320.02 KB

Terza Nota Informativa

I conti pubblici del nostro Paese sono in netto miglioramento:
si profila un “tesoretto” di 4 miliardi di Euro per il nuovo Governo; la normalizzazione dei mercati, e il conseguente risparmio sulla spesa per interessi, vale a regime 1,5 punti percentuali di IRPEF in meno per i primi due scaglioni di reddito

  • Confermato il buon andamento del deficit e delle entrate, con un “tesoretto” di circa 4 miliardi di Euro disponibile già per il 2013
  • Il debito pubblico ha raggiunto i 2.020 miliardi di Euro ma tornerà sotto i 2.000 miliardi nel dato di dicembre 2012, grazie al significativo avanzo di cassa registrato nel mese
  • La prosecuzione della discesa dello spread (a parità di tassi tedeschi) si potrebbe tradurre in una riduzione dell’IRPEF nel rapporto di 0,25 a 1; una normalizzazione dei mercati a livelli precedenti la crisi consentirebbe circa 1,5 punti percentuali di IRPEF in meno nei primi due scaglioni di reddito
  • Il fabbisogno statale del quarto trimestre 2012 è stato influenzato dalle poste straordinarie di ottobre
  • In netto miglioramento il deficit, che nei primi 9 mesi del 2012 in percentuale sul PIL è sceso ai minimi dal 2008 (pari al 3,7%, in calo dello 0,5% rispetto al 2011)
  • Al netto delle spese in conto capitale l’Italia “pubblica” ricomincia a risparmiare: 0,9% del PIL nel terzo trimestre 2012
  • Contenuta la “bolletta della crisi” con un aumento della spesa per interessi di circa 1,4 miliardi nei primi 9 mesi del 2012
  • Calano i consumi ma tiene l’export, che resta in crescita su base trimestrale
  • I mercati finanziari temono l’instabilità politica, un minor rigore o un antieuropeismo, ma appaiono ottimisti sull’esito elettorale

Milano, 14 gennaio 2013 – Secondo l’AIAF - Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari - la chiusura del 2012 ha confermato un buon andamento dei conti pubblici grazie alla dinamica favorevole delle entrate, nonostante la recessione. Il debito pubblico continuerà ad aumentare fin quando resteremo in deficit, ma tornerà a scendere sotto i 2.000 miliardi a dicembre 2012. Il commercio con l’estero resta un fattore di supporto della nostra economia, bilanciando in parte il forte calo della domanda interna.

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14 Gennaio 2013 - Terza Nota Informativa AIAF183.71 KB

Seconda Nota Informativa

L’economia è ai minimi del ciclo, ma i conti pubblici sono in linea con gli obiettivi strutturali

  • L’andamento delle entrate tributarie nel 2012 riflette una diversa allocazione temporale delle riscossioni;
  • l’aggiornamento del DEF fa emergere un approccio prudenziale e un possibile leggero allentamento fiscale a partire dal 2013;
  • la caduta dell’economia è frenata dalla tenuta del commercio estero;
  • la ripresa della domanda interna è condizionata dall’evoluzione della crisi europea;
  • l’incertezza politica legata alle prossime elezioni pesa sulla fiducia dei mercati che temono l’ingovernabilità.

Milano, 2 ottobre 2012 - La dinamica dei conti pubblici in Italia conferma, da una parte, una significativa riduzione del fabbisogno statale (-13,5 miliardi di Euro nei primi 9 mesi), e dall’altra l’effetto pesantemente negativo della recessione sull’andamento del deficit pubblico.

 

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Prima Nota Informativa

che intende chiarire le motivazioni dell’apparente contrasto tra alcuni dati di finanza pubblica recenti ed evidenziare alcuni elementi di moderato ottimismo nel difficile quadro macroeconomico del nostro Paese.

Le pressioni dei mercati e l’andamento dei conti pubblici italiani

Le decisioni del Consiglio Europeo di fine giugno hanno rappresentato un importante passo in avanti nella direzione di una maggiore integrazione economica, finanziaria e politica nell’area dell’euro. La possibilità di ricapitalizzazione diretta delle banche, seppur condizionata ad una supervisione unica, e il meccanismo cosiddetto “anti-spread” sono strumenti di grande utilità per la protezione del sistema economico-finanziario dell’area dell’euro, ma i tempi per renderli operativi sono troppo lunghi per i mercati finanziari. Fino ad allora il ruolo della Banca centrale europea resta cruciale nel proteggere la stabilità dei mercati e un efficace trasmissione di una politica monetaria accomodante, in un contesto di crescita debole e di spinte deflazionistiche

24 Luglio 2012

 

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24 Luglio 2012 - Prima Nota Informativa AIAF142.56 KB