2016, n. 101 - IV Rivista AIAF online

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Questo numero della Rivista è dedicato per lo più ai temi internazionali, come impone la svolta delle elezioni USA. Abbiamo perciò intervistato al professor Mario Deaglio, già direttore del Sole 24 Ore, Professore di Economia Internazionale all’Università di Torino ed editorialista della Stampa. Da 21 anni Deaglio cura il Rapporto sull’Economia globale, alla ricerca dei trend, delle opportunità e dei rischi dei mercati. Una guida preziosa, soprattutto in un anno percorso da grosse fratture e discontinuità. L’uragano Trump ha sconvolto o minaccia di sconvolgere gli equilibri internazionali. A partire dal commercio, investito dal vento del protezionismo. Dopo anni passati a tracciare un quadro dominato dai grandi accordi internazionali, vuoi nell’area Pacifico (TPP) che verso l’Europa, (TIPP), gli Stati Uniti hanno cambiato bruscamente e rapidamente politica. E così, come ben sappiano, la prima mossa del neo presidente Usa è stata la denuncia dell’accordo con i partner asiatici. Giovanni Bottazzi ha seguito con la consueta puntualità l’iter delle trattative (e dei fallimenti) internazionali. E, nella convinzione che si sta per aprire una fase ancor più delicata e pericolosa per un Paese, come l’Italia, votato all’export, continuerà a seguire le tracce del (dis)ordine internazionale. Il dopo-elezioni Usa e le prime mosse di Donald Trump sono già oggetto di fiumi di analisi più o meno convincenti. Giovanni Ciraolo sottolinea i rischi di una politica di stampo “vecchio”, basata su reazioni meccaniche che non valgono più in un mondo privo di sostegni stabili. “Un prelievo fiscale molto più basso negli Stati Uniti – scrive – può favorire un incremento di occupazione a basso costo ed una conseguente contrazione della produttività”, come probabilmente Trump non gradisce. 

L’analisi tecnica curata dal team composto da Alessandro Magagnoli, Claudia Cervi e Mauro Rotunno fotografa le ragioni che stanno alla base del rally azionario che si è scatenato con l’elezione di Trump, fenomeno che trova supporto in diversi indicatori, non solo America. Nei prossimi mesi al centro dell’attenzione ci saranno le elezioni in Francia ed in Germania, il cuore della vecchia Europa. Troppo bistrattata, ci spiega Thomas Piketty, l’autore del best seller “Il capitale nel XXI° secolo” (2,5 milioni di copie) in un articolo tratto dal suo blog. La sua tesi? La produttività europea non teme confronti. Ma, purtroppo, per l’Italia le cose non stanno così. 

Editoriale
Piazza Affari, auguriamoci un 2017 Pir-otecnico - A cura della Direzione
Scenari globali
Mario Deaglio: La mancata crescita all’origine della crisi - Intervista a Mario Renzo Deaglio
Trattati internazionali
L’economia globale si prende la rivincita in Canada - di Giovanni Bottazzi
Politica economica
Il dopo-elezioni negli USA: crisi o evoluzione delle economie? - di Giovanni Ciraolo
Finanza Sostenibile
Notizie dal mondo ESG:Robo-advisor, Slow Food e tanto verde - A cura di ETicaNews
Analisi Tecnica
Borsa Usa, ancora avanti tutta ? Attenti ai Fed Funds - di Alessadnro Magagnoli, Claudia Cervi e Mauro Rotunno
Vita Associativa
Panel Strategist
Economia Europea
Produttività, Francia e Germania al top - di Thomas Piketty